Le fiabe originali: quando l’incanto diventa tragedia (PARTE 2)

Come già affermato nell’articolo “Le fiabe originali: quando l’incanto diventa tragedia“, le fiabe non sono come le abbiamo sempre sentite. Le fiabe originali, diversamente dalle classiche in cui si trova spesso una soluzione a tutto, non riservano sempre un finale felice. Qui sotto presenteremo il continuo delle fiabe originali, molto diverse da quelle a cui siamo abituati.

Il pifferaio magico e la promessa non mantenuta

La fiaba narra la storia di un pifferaio che si propone di disinfestare la città dai ratti. Il sindaco accetta promettendogli in cambio un’adeguata somma di denaro. Il pifferaio inizia a suonare e i ratti, incantati, lo seguono verso il fiume in cui annegano. Disfattosi oramai dei ratti, il sindaco decide di non dargli la ricompensa promessa. Il pifferaio stavolta suona il piffero con l’intento di incantare i bambini del paese, che lo seguono in campagna, dove vengono poi rinchiusi in una caverna. Ma un bambino zoppo, lasciato indietro appositamente dal pifferaio, si salva, in modo da raccontare al popolo ciò che è successo facendogli assicurare che i bambini sarebbero tornati una volta che il popolo si fosse dimostrato più buono.

Le fiabe originali: il pifferaio magico
Credits: Storial National Geographic

Fiaba originale: la vendetta

Nella storia originale il nostro protagonista non si mostra così clemente. Difatti non da nessuna possibilità al popolo di migliorarsi, facendo annegare tutti i bambini. L’unico bambino che si salvò fu uno zoppo che quindi non riusciva a tenere il passo. La fiaba prende ispirazione da fatti realmente accaduti nel 1284. Troviamo infatti la prova su un muro della città di Hamelin che dice

Iscrizione Hamelin: Fiabe originali
Anno 1284, nel giorno di San Giovanni e Paolo, il 26 giugno – un pifferaio con abiti variopinti adescò 130 bambini nati ad Hamelin che furono presi al calvario del Koppen. Credits: storia controstoria

Infatti ci fu la reale scomparsa di 130 bambini della quale non si conoscono i motivi. Ci sono varie teorie a proposito, quattro delle quali sono le più accreditate, ossia:

  • Vennero portati a morire in montagna, per evitare il contagio della popolazione con la malattia definita “ballo di San Vito”, un tipo di encefalite.
  • Migrarono verso l’Est Europa, infatti nella prima versione della fiaba dei Grimm viene fatto riferimento alla montagna che conduce in Trasilvania.
  • Furono costretti a lasciare la città a causa di una campagna militare
  • Vennero sacrificati sopra un calvario, probabilmente il monte Ith, dove è presente la “Cucina del Diavolo”. Secondo la tradizione orale, infatti la catena rocciosa era solita ospitare riti e feste demoniache, accompagnate da un pifferaio che dava l’invito ai balli.

La strada che presumibilmente percossero i bambini prese il nome di Bungelosenstrasse (strada senza tamburi), è infatti vietato suonare o ballare lì.

Cenerentola e il ballo

C’era una volta una giovane ragazza costretta dalla matrigna e dalle sorellastre a eseguire i lavori più umili. A causa di questa sua condizione viene definita da queste “Cenerentola”. Un giorno viene programmato dal re un ballo organizzato per far trovare sposa al figlio. Cenerentola, che la famiglia ha escluso dall’evento, viene aiutata da una fata madrina che le dona un vestito e una zucca tramutata in carrozza. Riesce a recarsi alla festa dalla quale sarà però costretta a tornare entro la mezzanotte, in quanto l’incantesimo sarebbe finito. Al ballo il principe ha occhi solo per Cenerentola, con cui ballerà tutta la notte. Scoccata l’ora fatidica però, la ragazza scappa perdendo la scarpetta di cristallo.

Il principe, deciso a sposarla, promette che chi calzerà a pennello la scarpetta sarà sua promessa sposa. La matrigna, decisa a far sposare il principe con una delle proprie figlie, rinchiude Cenerentola in soffitta. La scarpetta però è troppo piccola per le due sorellastre. Nel frattempo Cenerentola, aiutata dai topini, riesce a scappare e a farsi vedere dal principe che decide di far provare anche a lei la scarpetta. Trovata la reale proprietaria della scarpetta di cristallo, ossia la ragazza di cui il principe si è innamorato la sera del ballo, si sposano vivendo per sempre felici e contenti.

Cenerentola
Credits: StudentVille

Fiabe originale: cosa non si fa per amore

Nella fiaba originale in realtà le sorellastre fanno di tutto per far entrare la scarpetta, ricorrendo a metodi non del tutto consoni ad una fiaba per bambini. Difatti, la maggiore, quando provò la scarpetta, vide che l’alluce non entrava. La madre le suggerì di amputarlo, affermando di quanto potesse essere futile il dito una volta sposata con il principe. Una volta tagliato l’alluce, mise la scarpetta e si diresse dal principe che la mise a cavallo come sua sposa. Ma degli uccellini gli gridarono di guardarle il piede, facendogli notare il sangue. Stessa sorte subisce la minore. Arrivò quindi il turno della povera Cenerentola che calza a pennello la scarpetta, divenendo la sua promessa sposa. Ma nella fiaba originale Cenerentola non la fa passare liscia alle sorellastre. Infatti queste, che cercano di ingraziarsi Cenerentola, furono punite con la cecità.

La Sirenetta e l’amore terreno

Una giovane principessa sirena di nome Ariel, curiosa di vedere il mondo terreno, decide un giorno di nuotare fino alla superficie. Incontra in quel momento un bellissimo principe al comando di una nave di cui si innamora a prima vista. A causa di una tempesta la nave naufraga e la principessa corre in suo aiuto. Essendo svenuto, il principe non la vede ma sente il suo canto. Innamorata, la sirena chiede ad una strega di trasformare la sua coda in due bellissime gambe. La strega accetta in cambio però della sua graziosa voce. Inoltre, se entro il terzo giorno non avesse ricevuto un bacio dal suo amato principe, sarebbe tornata una sirena, appartenendo per sempre alla strega. La trasformazione avviene e arrivata in superficie viene trovata proprio dal tanto desiderato principe. La conoscenza è però ostacolata dal mutismo di lei, impossibilitata quindi a dirgli di essere stata lei a salvargli la vita il giorno del nubifragio. Nonostante ciò, dopo varie avventure, la sirena riesce a riottenere la sua voce. Il principe, innamorato di quel suono sin dal giorno del nubifragio, la chiede in sposa vivendo per sempre felici e contenti.

fiabe originali: la Sirenetta
Credits: Regno Disney

Fiaba originale: come bolle di sapone

Le fiabe originali tendono sempre ad essere un tantino cruente, ma in questo caso è veramente malinconica. Una volta trasformata in umana, la sirena verrà condannata a sentire ad ogni passo, per tutta la durata della trasformazione, come dei coltelli affilati che la trafiggono. Secondo il racconto di Andersen, le sirene non hanno anima, quindi Ariel ha la possibilità di conquistarla una volta trasformata. Probabilmente, il suo desiderio di divenire umana non si basa solo sull’amore che prova per il principe. Inoltre, il racconto non finisce bene come sappiamo. In realtà, il principe sposa un’altra donna quindi la strega del mare da un ultimatum alla principessa. La sua sopravvivenza potrà essere assicurata una volta ucciso il suo amato. All’inizio accetta ma, recatasi al castello per ucciderlo, cambia idea, preferendo morire lei stessa, dissolvendosi in schiuma di mare. Viene però salvata da delle creature, chiamate “figlie dell’aria”, che le riferiscono che da qual momento sarà una di loro. Sarà quindi destinata a svolazzare per il mondo e spandere buone azioni. In questo modo, dopo solo 300 anni, potrà finalmente avere la sua anima. Per ogni bambino buono che riuscirà a trovare, le verrà risparmiato un anno di attesa, ma, per ogni bambino cattivo che piangerà, prolungherà (un giorno per ogni lacrima) il suo apprendistato. 

Pinocchio, il bambino di legno

La storia narra le vicende di un burattino di legno, Pinocchio, creato da un falegname di nome Geppetto. Il piccolo burattino, aiutato da una fata madrina e da un grillo parlante, cerca di seguire la difficile strada per diventare un bambino. Dopo tutte le difficoltà affrontate, Pinocchio impara la lezione, diventando buono e obbediente, degno ora di essere trasformato in un bambino in carne e ossa.

Pinocchio
Credits: Der Zweifel

Fiaba originale: il piccolo killer

Altro che buono e obbediente, nella fiaba originale tende ad essere l’opposto. Difatti il grillo parlante, che dovrebbe rappresentare la sua coscienza, non fa una bella fine. A Pinocchio probabilmente non piaceva che qualcuno gli dicesse come comportarsi, quindi per non sentire più le sue prediche, gli lancia un martello addosso. Insomma, la fiaba narra delle avventura di un baby killer di legno. Nonostante tutto, il grillo parlante riappare in altre forme per consigliare il piccolo protagonista. Nel finale, inoltre Pinocchio in realtà non diviene un bambino ma viene impiccato dal Gatto e la Volpe, che lo scrittore Collodi descrive pure, scrivendo: “Chiuse gli occhi, aprì la bocca, stirò le gambe e, dato un grande scrollone, rimase lì come intirizzito.”

Queste da noi menzionate sono le fiabe originali più macabre e malinconiche che noi abbiamo sempre conosciuto con il lieto fine “felici e contenti”. A differenza delle storie da noi conosciute, le fiabe originali tendono al realistico, ossia non tutto sfortunatamente finisce con un lieto fine. Se siete curiosi di scoprire quali altri fiabe originali sono state rese “appetibili” per i bambini allora non perdetevi la prima parte dell’articolo Le fiabe originali: quando l’incanto diventa tragedia

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