La morte del presidente Kennedy causò la chiusura di Wall Street

Quando si parla di shock del mercato azionario, ai primi posti troviamo la morte del presidente Kennedy che causò la chiusura di Wall Street.

John F. Kennedy fu il 35° presidente degli Stati Uniti, eletto nel 1960. Questi, avendo solo 43 anni, fu uno dei presidenti più giovani della storia americana. Nato da una delle famiglie più ricche d’America, ebbe un’istruzione d’élite. Da presidente, Kennedy affrontò le tensioni della Guerra Fredda a Cuba e in Vietnam, inoltre fornì sostegno federale al movimento per i diritti civili. John Kennedy fu un presidente enormemente popolare, sia in patria che all’estero. Addirittura, la moglie, Jackie Kennedy, divenne icona internazionale di stile, bellezza e raffinatezza. Ma tutto ciò non durò per molto.

Chiusura di Wall Street: Kennedy
Credits: Sud Life

L’assassinio di Kennedy

Il 22 novembre 1963, il presidente e sua moglie Jackie sbarcarono a Dallas. Si recarono subito dopo in un corteo di automobili a Dallas Trade Mart, luogo del successivo impegno del presidente. La coppia salì a bordo di una decappottabile Lincoln Continental, con la quale passarono tra la folla esultante. Poco dopo le 12:30, mentre il corteo di automobili attraversava il centro della città, risuonarono degli spari. Due proiettili colpirono Kennedy, al collo e alla testa. Venne dichiarato morto poco dopo essere arrivato in un ospedale vicino.

Chiusura di Wall Street: Kennedy
Credits: AutoMotoriNews

Alle 13:50 venne arrestato Lee Harvey Oswald, trovato in un cinema non molto distante dal luogo del delitto. La sera stessa venne accusato di aver ucciso il presidente nel quadro di una “cospirazione conservatrice”, era infatti un ex marine con simpatie sovietiche. Ma, dopo soli due giorni, Oswald, durante il suo trasferimento in carcere, venne ucciso a sua volta da Jack Ruby, proprietario di un night club, conosciuto per avere legami con la mafia. Questi si giustificò affermando di essere stato turbato dalla morte del presidente Kennedy, essendo un grande patriota. Ancora oggi, l’assassinio di John F. Kennedy viene considerato un’indicibile tragedia nazionale.

La chiusura di Wall Street

A seguito dell’uccisione del presidente Kennedy, il mercato azionario venne chiuso e rimase tale anche durante il suo funerale. Infatti, quando la notizia dell’assassinio si diffuse in televisione e alla radio, ci fu uno shock che causò un brusco calo nei prezzi delle azioni. Il benchmark Standard & Poor’s 500, il più importante indice azionario relativo ai titoli quotati a Wall Street, precipitò del 2,8%. A quel punto, Wall Street chiuse la Borsa di New York alle 14:07. Ma la reazione negativa del mercato fu di breve durata.

Credits: Pixabay

Già dal 26 novembre di quello stesso anno, il Dow Jones, il più noto indice azionario della Borsa di New York, salì del 4,5%. Successivamente, per il Giorno del Ringraziamento, salì ulteriormente del 5,5%. Il Dow continuò a salire a dicembre, subendo un incremento dell’1,75%, chiudendo il 1963 con un rialzo del 17%. Questi guadagni a doppia cifra continuarono per i due anni successivi, infatti il Dow aumentò del 14,6% l’anno dopo e del 19,9% nel 1965.

La ripresa del mercato dopo le principali tragedie storiche

Ci furono altri aventi storici che portano alla chiusura di Wall Street, in alcuni casi ci fu solo una leggera perdita. Nonostante ciò, ci fu sempre un enorme recupero da parte del mercato. Ad esempio:

  • Nel 1939, cinque giorni dopo che Hitler invase la Polonia, il Dow salì del 9,5%. A metà settembre, incrementò del 14,6%.
  • Dopo l’attacco di Pearl Harbor, avvenuto nel 1941, il mercato rispose in modo mite. L’8 dicembre 1941, dopo un attacco avvenuto il giorno precedente, il Dow scese del 3%, ma rimase livellato per i due mesi successivi. Riprese la sua ascesa durante il resto della seconda guerra mondiale.
  • Nella settimana tra il 22 e il 26 ottobre del 1962, la crisi dei missili cubani portò il mondo sull’orlo dell’annientamento, nonostante ciò il mercato rimase calmo, scendendo meno dell’1%. Nei due giorni successivi alla scomparsa della minaccia ci fu un aumento del 3,5%. Sempre in quell’anno, in primavera, ci fu un crollo pari al 28%, dopo che il presidente Kennedy lanciò una guerra verbale con la U.S. Steel, produttore d’acciaio che svolge importanti attività in Europa centrale.
  • Dopo gli omicidi di Martin Luther King jr. e di Robert F. Kennedy, avvenute nel 1968, il mercato subì una perdita inferiore all’1% nei giorni seguenti a ciascuna di queste morti per poi incrementare i giorni successivi.
  • Il 28 gennaio 1986, l’esplosione della navetta spaziale Challenger non ebbe alcun impatto su Wall Street. Il giorno stesso ci fu infatti un incremento pari all’1,2% che continuò a salire nei mesi successivi.
  • L’11 settembre 2001, ci fu un attacco mirato al cuore finanziario americano, che fu la causa di un brusco crollo della borsa. Tuttavia, il mercato raggiunse i livelli del 10 settembre entro due mesi e continuò a salire fino alla primavera del 2002.
Crollo torri gemelle
Credits: Babilon Magazine

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